TAC, la nuova collana di Exòrma. Per una diversa interpretazione (e comprensione) dell’arte contemporanea

Ha da poco esordito TAC – Tomografie d’Arte Contemporanea, la nuova collana dell’editore Exòrma dedicata all’arte contemporanea. Rispetto ai più tradizionali saggi di critica e ai cataloghi delle mostre TAC si differenzia perché ogni volume nasce dall’incontro tra un autore e un critico. I libri hanno così una duplice forma: quella di saggio nella prima parte, in cui il critico analizza il lavoro e il pensiero dell’artista attraverso una selezione di circa 30 opere, e di dialogo-intervista nella seconda, in cui critico e artista riflettono sull’arte e sul rapporto di questa con la biografia e la contemporaneità. Ogni volume presenta la traduzione integrale dei testi in inglese e a corredo di alcune delle monografie già pubblicate sono stati realizzati dei video in cui gli artisti si confrontano con altri personaggi del mondo della cultura, contenuti speciali disponibili in rete sul canale YouTube della casa editrice.

Ad oggi sono stati pubblicati:
Arianna Di Genova - Mandana Moghaddam
Elena Del Drago - Francesco Arena
Francesco Franco - Baldo Diodato
Lorenzo Fusi - Alfredo Jaar
Oscar Cosulich - Vittorio Giardino

Per dare un ulteriore giudizio ai volumi della collana TAC, oltre alle seppur utili informazioni di rito, parto da un solido presupposto: io di arte contemporanea non ci ho mai capito un tubo. Mi è capitato a volte di aggirarmi per mostre insieme a più esperti amici e ogni volta ho finto interesse e contemplazione davanti a stracci per il pavimento incorniciati, sedie tagliate e circuiti elettrici incollati insieme alla bell’e meglio. Ho nascosto la vergogna per la mia ignoranza contando i passi fino al bookshop o al bar del museo, e soprattutto non ho mai capito cosa possa rendere una sedia rotta un’opera d’arte invece di… che ne so… una sedia rotta e basta.

I volumetti della TAC sono eleganti, in carta patinata, con una bella grafica (molto contemporanea anche questa) e in pratico formato da borsetta (casomai ve li volesse portare dietro a una mostra), ma soprattutto sono comprensibili anche se non avete una summa cum laude in Storia dell’arte. C’è da chiarire però che questi libri non sono proprio for dummies, richiedono qualche neurone funzionante in più rispetto all’ultimo di Dan Brown, ma hanno il pregio di voler mettere la critica d’arte al servizio della comprensione dell’attualità (e a come l’artista ha voluto rappresentarla), quindi li potete leggere anche se non siete Sgarbi o Philippe Daverio. Potete leggerli per colmare la vostra totale incomprensione dell’arte contemporanea o anche solo per atteggiarvi alla prossima mostra con forbite affermazioni del tipo “Come certamente puoi capire, qui la fontana allude al sangue e alla continua emorragia del mondo…”.

Ha da poco esordito TAC – Tomografie d’Arte Contemporanea, la nuova collana dell’editore Exòrma dedicata all’arte contemporanea. Rispetto ai più tradizionali saggi di critica e ai cataloghi delle mostre TAC si differenzia perché ogni volume nasce dall’incontro tra un autore e un critico. I libri hanno così una duplice forma: quella di saggio nella prima parte, in cui il critico analizza il lavoro e il pensiero dell’artista attraverso una selezione di circa 30 opere, e di dialogo-intervista nella seconda, in cui critico e artista riflettono sull’arte e sul rapporto di questa con la biografia e la contemporaneità. Ogni volume presenta la traduzione integrale dei testi in inglese e a corredo di alcune delle monografie già pubblicate sono stati realizzati dei video in cui gli artisti si confrontano con altri personaggi del mondo della cultura, contenuti speciali disponibili in rete sul canale YouTube della casa editrice.

Ad oggi sono stati pubblicati:
Arianna Di Genova - Mandana Moghaddam
Elena Del Drago - Francesco Arena
Francesco Franco - Baldo Diodato
Lorenzo Fusi - Alfredo Jaar
Oscar Cosulich - Vittorio Giardino

Per dare un ulteriore giudizio ai volumi della collana TAC, oltre alle seppur utili informazioni di rito, parto da un solido presupposto: io di arte contemporanea non ci ho mai capito un tubo. Mi è capitato a volte di aggirarmi per mostre insieme a più esperti amici e ogni volta ho finto interesse e contemplazione davanti a stracci per il pavimento incorniciati, sedie tagliate e circuiti elettrici incollati insieme alla bell’e meglio. Ho nascosto la vergogna per la mia ignoranza contando i passi fino al bookshop o al bar del museo, e soprattutto non ho mai capito cosa possa rendere una sedia rotta un’opera d’arte invece di… che ne so… una sedia rotta e basta.

I volumetti della TAC sono eleganti, in carta patinata, con una bella grafica (molto contemporanea anche questa) e in pratico formato da borsetta (casomai ve li volesse portare dietro a una mostra), ma soprattutto sono comprensibili anche se non avete una summa cum laude in Storia dell’arte. C’è da chiarire però che questi libri non sono proprio for dummies, richiedono qualche neurone funzionante in più rispetto all’ultimo di Dan Brown, ma hanno il pregio di voler mettere la critica d’arte al servizio della comprensione dell’attualità (e a come l’artista ha voluto rappresentarla), quindi li potete leggere anche se non siete Sgarbi o Philippe Daverio. Potete leggerli per colmare la vostra totale incomprensione dell’arte contemporanea o anche solo per atteggiarvi alla prossima mostra con forbite affermazioni del tipo “Come certamente puoi capire, qui la fontana allude al sangue e alla continua emorragia del mondo…”.

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