Geologia di un padre. Per una geografia delle carne

L’irresistibile forza che il corpo continua a esercitare anche dopo la morte, con la sua superficie, con la sua carne, si dimostra l’elemento più resistente che c’è nell’esistenza. Il corpo, del quale uno non può spogliarsi come con un maglione, non ci abbandona nemmeno da morti perché talvolta lo si è inoculato nel corpo dei figli.

Ma ridurre Geologia di un padre di Valerio Magrelli (Einaudi) a una speculazione biologica sul destino umano è fare un torto a questo libro.
Quello che apparentemente sembra solo un viaggio nella biografia del Giacinto Magrelli storico (padre dell’autore), si rivela in realtà un’acuta indagine sul significato universale della parola figlio, in cui il ricordo e la testimonianza scritta diventano la bussola e l’agenda geografica che ogni uomo conosce perfettamente: tutti siamo figli, anche gli orfani, giacché questa convenzione geografica si palesa con più forza nell’assenza di genitori.

83 sono i frammenti che Valerio Magrelli ha raccolto, appunti e note che per anni l’hanno attrezzato a questa discesa nel tempo e nello spazio. Il corpo del padre diventa lo strumento, proprio come lo è una cartina geografica, per spostarsi entro confini che pensiamo familiari, ma che si rivelano dopo anni piuttosto ambigui: «Mio padre amava la musica classica, ma fino a un certo punto. Uno dei grandi dolori che dovetti affrontare, fu quando compresi di averlo superato, nei gusti, nelle competenze, nelle informazioni […] scoprirmi superiore a lui in qualcosa, me lo fece apparire fragilissimo, e soprattutto, per la prima volta, mi diede il senso della mia fragilità: non c’era più nessuno a ripararmi, anzi, adesso ero io a dovermi prendere cura di qualcuno».

Proprio come dopo un’abbondante nevicata, il tempo nasconde i contorni familiari di un paesaggio, anche se si tratta del più minuto e casalingo tinello. Ecco perché una bussola e una cartina geografica come questo libro aprono una nuova strada nella neve. Il percorso è tracciato una volta di più sopra il ghiaccio e tutti, anche il più piccolo che arranca con la neve alle ginocchia o il più infreddolito, possono seguire la scia proprio come fa il lettore diligente; ma potrebbero spingersi altrove e tracciare nuove piste a beneficio di tutti, perché sotto la neve giacciono i corpi non assassinabili di tutti i genitori.

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