“Come scrivere romanzi rosa”: manuali di scrittura e narrativa di genere

Se non conoscete Phyllis Taylor Pianka non ve ne fate un cruccio, siete in buona compagnia.
La Pianka è infatti un’autrice di romanzi rosa con una ventina di pubblicazioni all’attivo (molte con Harlequin), più vari racconti e articoli; è insomma una che sa il fatto suo, una professionista.
I suoi romanzi non sono stati tradotti in Italia, ma di rosa ne escono parecchi e quindi non ne sentiamo la mancanza; ci interessa piuttosto il suo manuale di scrittura: Come scrivere romanzi rosa. Guida alla narrativa sentimentale, personaggi, ambienti, dialoghi, sentimento, passione, conflitto, pubblicato nel 1993 da Spazio Libri Editore, casa editrice non più in attività.

Premessa numero uno: il manuale è un po’ datato, è stato pubblicato nel 1988 dalla Writer’s Digest Book, ma non ha perso la sua utilità. L’unico cambiamento significativo è avvenuto nell’innalzamento del livello medio di “passionalità”, a parte questo la narrativa rosa funziona esattamente nello stesso modo.

Premessa numero due: i rosa non devono piacervi, ma possono essere un ottimo materiale di studio per capire come funziona la narrativa. Le autrici (e gli autori) di romanzi rosa sfornano libri su libri (spesso sono legati a stretti vincoli di lunghezza), e come bravi artigiani padroneggiano personaggi, trame, dialoghi e ambientazioni. Dunque, se volete imparare qualcosa sull’artigianato della scrittura, questo libro fa al caso vostro. Detto questo, i romanzi rosa possono essere anche molto divertenti se non vi prendete troppo su serio.

Premessa numero tre: il libro è ovviamente fuori catalogo, ma si trova abbastanza facilmente su eBay o su altri siti simili, dunque non disperate.

Romanzi rosa ha un grande pregio rispetto agli altri libri di scrittura creativa: non vuole soloinsegnarvi a scrivere buoni romanzi, ma buoni romanzi che verranno pubblicati, dunque è un manuale pieno di pragmatismo, con un occhio sempre alle case editrici e ai lettori: «Prima di cimentarvi nella creazione dei personaggi […] dovrete tenere ben presenti le direttive della casa editrice, e leggere i rosa pubblicati dall’editore […]. Gli editori prestano attenzione ai commenti del loro pubblico, e rifiuteranno sicuramente un libro se riterranno che da parte dei lettori ci potrebbe essere una certa resistenza».

Il libro è bene organizzato: i primi capitoli danno consigli che valgono per ogni genere di narrativa (raccogliere le idee, il punto di vista, i personaggi, come scrivere i dialoghi, ambientazione e sfondo, la costruzione delle scene), più avanti l’autrice si concentra sulle tematiche specifiche del genere (la trama romantica, sensualità e sessualità, il romanzo rosa storico, fare ricerche, il mercato young adult), e ci sono un paio di capitoli finali sulla pubblicazione (presentare il manoscritto, cinquantatré motivi per rifiutare un libro).

«Anche i romanzi rosa di genere sono letteratura d’evasione: a differenza dei romanzi tradizionali, essi non vengono concepiti per portare avanti un certo discorso e neppure per condizionare le idee del lettore, ma, pur con tutto questo, non si limitano ad essere solo una miscela di avventura ed evasione, del semplice divertimento. Parte del piacere che si può trarre dalla stesura dei rosa consiste nella ricerca da effettuare sulle professioni, i luoghi, l’ambientazione, l’epoca storica, per poter offrire cose autentiche e dare al lettore qualcosa che gli possa rimanere da assaporare, come in dacantazione, una volta che ha terminato il libro».

«Nella mia pluriennale esperienza ai gruppi di critica degli scrittori, ho notato che uno dei problemi più comuni […] è la tendenza a iniziare il racconto nel punto sbagliato. Di solito si inizia troppo indietro. Pur sapendo di dover presentare i protagonisti facendone dei personaggi verosimili, ci ostiniamo ad assillare il lettore con pagine di informazione di sfondo, già dal primo capitolo. Questo avviene spesso per mezzo di una scena ‘in transito’ in cui la protagonista arriva in auto/treno/nave, è sola ed ha tutto il tempo per pensare alle ragioni del suo viaggio e al futuro prossimo venturo».

Come potete capire la Pianka mette a disposizione le basi per usare molti ferri del mestiere, e sono ampiamente spiegate nel manuale le molte cose da fare e da non fare per scrivere un buon romanzo e non deludere i lettori. Con un eccesso di rigidità verrebbe da aggiungere, ma Come scrivere romanzi rosa è destinato agli aspiranti scrittori e agliaspiranti scrittori italiani, ubriachi del mito dell’ispirazione, non farà male qualche regola in più, almeno per cominciare.

Questo è insomma un ottimo libro di scrittura creativa, da leggere con vicino un block notes per prendere appunti, e c’è anche qualche utile esercizio. Ancora meglio sarebbe comprare un paio di romanzi, leggerli e riprenderli dopo aver letto il manuale.

In ultimo, il capitolo “Sensualità e sessualità” è davvero imperdibile. “La domanda che gli esordienti ci pongono è: «Quanto sesso bisogna metterci dentro?»”, e infatti me lo sono chiesta anch’io. E mi sono anche chiesta come si fa a inventare rapporti sempre diversi, e quando dovrebbe arrivare per i protagonisti il momento di fare sesso?… a queste e molte altre domande troverete risposta.

A me Phyllis Taylor Pianka sta simpatica, non perde di vista la professionalità ma non si prende neanche troppo sul serio. Non ho trovato molti suoi testi in giro, ho fatto qualche ricerca e mi pare che non ci siano pubblicazioni recenti. In ogni caso questo è l’unico manuale di scrittura sui romanzi rosa che sia uscito in Italia, dunque fate uno sforzo e procuratevelo, sono quindici-venti euro ottimamente investiti.

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