USA, la grande ascesa dei lettori digitalizzati

Alla fine del 2012, due ricercatori del centro d’analisi statunitensePew Internet & American Life Project hanno pubblicato i risultati di una indagine volta all’esplorazione nelle attuali abitudini di lettura della popolazione a stelle e strisce. Dai 16 anni in poi, il totale dei lettori che hanno scelto un libro elettronico è salito dal 16 al 23 per cento. Allo stesso tempo, il 67 per cento dei lettori tradizionali – chiamiamoli pure cartacei – ha scelto un libro stampato, un declino del 5 per cento rispetto agli ultimi mesi del 2011.

Ovviamente, l’aumento dei lettori di ebook coincide con la sempre più massiva distribuzione di dispositivi high-tech. Nella stessa fascia anagrafica, il totale dei possessori di tablet o e-reader è cresciuto dal 18 al 33 per cento nel giro di un anno. Nello specifico, l’adozione di e-reader come Kindle o Nook è aumentata di 9 punti percentuali nell’ultimo anno, così come quella di tablet (iPad o Kindle Fire) è lievitata di ben 15 punti dal 2011 al 2012.

Questa vistosa crescita dei lettori digitalizzati ha certamente avuto un impatto significativo sulle tradizionali meccaniche delle biblioteche statunitensi. La richiesta di prestito di un libro in formato elettronico è salita dal 3 al 5 per cento nel corso dell’anno. In Texas, il giudice Nelson Wolff ha annunciato l’apertura della prima biblioteca interamente digitale, ovvero priva di libri cartacei. Con un esborso di circa 250mila dollari per il libero accesso a 10mila titoli in formato elettronico, la nuova BiblioTech dovrebbe mettere a disposizione 100 e-reader per un prestito massimo di 14 giorni.

Stando ai profili socio-demografici tracciati dai ricercatori del centro Pew Internet, il lettore medio che decide di passare dalla carta al digitale è innanzitutto un lettore assiduo, al di là del formato.
L’88 per cento dei lettori digitalizzati ha infatti letto anche libri di carta. In particolare, questa tipologia di soggetti è più propensa ad acquistare volumi elettronici attraverso le piattaforme della grande distribuzione.

I commenti sono chiusi