Per passione e per denaro – seconda parte: la trattativa

La seconda parte dello speciale, a cura di Claudia Primerano, dedicato al lavoro delle agenzie letterarie. Come avviene la trattativa tra editore e agente per i diritti di un libro?

Il lavoro dell’agente nel corso della trattativa si basa sull’interesse commerciale che si presume l’opera possa suscitare e sulla competizione che può sviluppare tra gli editori.
Per cominciare l’agente invia il testo da valutare (on submission) a uno (exclusive submission) o più editori (multiple submission) che per varie ragioni rappresentano dei potenziali acquirenti. In alcuni casi non è l’opera vera e propria a essere sottoposta al giudizio delle case editrici, ma piuttosto un proposal, ossia un documento con il riassunto e lo schema dell’opera, che ne indica il motivo di interesse, offre alcune informazioni sull’autore e può essere corredato da uno o più capitoli esemplificativi. Questo avviene soprattutto nel caso di nuove opere di autori già affermati o di altre opere che, per vari motivi, vengono considerate dei possibili bestseller.
L’editore può chiedere inizialmente il diritto di esaminare un testo in esclusiva, detto anche opzione, eventualmente a fronte del pagamento di una certa somma; possibilità che viene offerta ormai sempre più raramente, anche se normalmente la maggior parte degli agenti tende a considerare option pubblisher (editore con diritto di opzione) chi ha pubblicato l’opera precedente di quell’autore.

Se interessato alla pubblicazione, l’editore può fare un’offerta che può includere diversi punti. Tradizionalmente essa comprende la percentuale sul prezzo di vendita spettante all’autore, che può essere fissa o variare in base alla tiratura, la cifra dell’anticipo, le scadenze, le modalità del pagamento e la ripartizione dei diritti secondari. Ma è possibile includere anche altri elementi, quali i vincoli sulla data di pubblicazione, informazioni sulla casa editrice e sulla collana nella quale verrà inserita l’opera, indicazioni sulla tiratura e il prezzo di copertina, indicazioni sul piano di promozione che verrà messo in atto.

Nel caso in cui vi siano più editori interessati la trattativa segue vie differenti. È possibile che uno degli editori faccia un’offerta con diritto di prelazione (pre-empt) che sarà abbastanza elevata da poter essere considerata la migliore possibile dall’agente. In altri casi viene indetta un’asta con una base di partenza ed i diritti andranno al vincitore; è anche possibile che il primo offerente tra gli editori si aggiudichi i topping rights, ossia la facoltà di ottenere il titolo superando del 5% o del 10% l’offerta del concorrente che ha vinto l’asta.

Un altro metodo possibile consiste nel chiedere agli editori di fare la propria miglior offerta entro una data. In questo caso a ottenere i diritti non sarà necessariamente chi avrà offerto la cifra più elevata, ma verranno tenuti in considerazione anche altri elementi, come il piano di promozione o la collocazione dell’opera all’interno del catalogo.

Sempre più importanza vanno assumendo nella negoziazione i diritti secondari, i cui proventi vanno ripartiti tra autore ed editore e che riguardano ad esempio i diritti sulle eventuali edizioni economiche, i diritti di traduzione, quelli per gli adattamenti teatrali, cinematografici, radiofonici e televisivi, per gli audiolibri o gli ebook, per l’inserimento all’interno dei bookclub o per la serializzazione.

Una volta raggiunto l’accordo si passa alla stipula del contratto editoriale o contratto di edizione. L’editore, con la firma del contratto, non entra in possesso dell’opera in sé, ma soltanto di una licenza d’uso che comporta una partecipazione dell’autore ai ricavi proporzionale alle vendite dell’opera (le royalties o diritti d’autore) e consistente, come abbiamo già detto, in una percentuale sul prezzo di copertina di ogni copia venduta.

Lunedì prossimo si parlerà del rapporto tra agente e editori.

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