Il grafico editoriale: intervista a Federica Perozziello

Per la nostra rubrica I mestieri dell’editoria intervistiamo Federica Perozziello, grafico.

Federica ha frequentato a Londra i workshop in screen printing e book cover design al London Print Club e alla London School of Publishing; attualmente lavora a Milano come grafico editoriale freelance e consulente esterno per lo studio Pepe NyMi.

Cos’è per te la grafica editoriale?

Federica: Lavorare come grafico editoriale rappresenta una sfida importante per me, mi dà la possibilità di imparare sempre cose nuove, e di cimentarmi in ambiti del sapere comune a volte dimenticati o assolutamente sconosciuti. Sento di poter valutare questa branca della grafica come un progetto in costante mutamento, come un camaleonte che si adatta al contesto, o che rompe le regole e si differenzia dal resto con inaudita violenza. Questa continua trasformazione si può attribuire soprattutto al momento storico in cui ci troviamo, infatti al giorno d’oggi la sua evoluzione risulta molto più evidente che in passato grazie all’inizio della digitalizzazione dei libri. Lavorare come grafico editoriale ha sempre significato avere come mezzo di riferimento la carta. La tipologia, la versatilità che nell’ideazione del progetto editoriale ha sempre svolto un ruolo importantissimo. Oggi la dimensione del progetto è davvero cambiata: sviluppando prodotti editoriali digitali, l’approccio alla base del progetto grafico è andato evolvendosi in forme meno convenzionali e tradizionali dando risalto a elementi diversi, perché utilizzati su formati video in cui scompare totalmente la caratterizzazione del libro per via della stampa.

Cosa chiedi al cliente? Di quali informazioni hai bisogno per corrispondere le sue esigenze?

Federica: Normalmente il progetto si sviluppa in due fasi complementari. La prima riguarda la realizzazione dell’impaginato interno, la foliazione, la sua caratterizzazione grafica per elementi e poi, successivamente, una volta ultimato e caratterizzato a dovere il progetto dell’interno si passa alla copertina.
Il cliente ha un approccio che muta a seconda del libro in questione : narrativa, saggio, o un libro illustrato (cucina, fotografia, catalogo, ecc). Nel primo caso chiedo di avere una copia del testo, un estratto o una sinossi per poter iniziare a impostare il progetto. Diverso è il caso se questo si inserisce in un progetto di collana esistente, perché bisognerà restare fedeli ai parametri già utilizzati in precedenza, mentre se la collana sta nascendo, allora sarà necessario immaginare un prodotto che possa essere sviluppato in serie modificandone solo alcuni elementi che caratterizzano l’argomento principale del libro specifico. I progetti illustrati, nelle fasi iniziali di progettazione, possono essere sviluppati con molto meno materiale. Normalmente infatti mi confronto con il cliente per ricevere informazioni riguardo la sua idea, il taglio delle immagini, il formato, realizzando così una bozza utile a ragionare sulla sua evoluzione.

Quali sono secondo te i trend della grafica editoriale in questo momento in Europa?

Federica: La grafica europea è fonte per me di grandissimo interesse, rispetto all’Italia l’approccio progettuale si basa sulla composizione di progetti poco chiusi in regole rigide, dove grande spazio viene dato all’illustrazione, alla creazione di elementi grafici che possano caratterizzare sia la copertina che l’interno del libro.
Anche grandi colossi come la Penguin in Inghilterra hanno scelto un approccio più grafico per le collane da poco pubblicate. Anche i grandi romanzi, i classici e le riedizioni, vengono trattati in modo diverso da come siamo abituati. Spesso la cover viene trattata con l’utilizzo di elementi grafici – che in molti casi vanno a formare delle texture – ma anche con l’uso di materiali completamente differenti dalla carta: stoffa, pelle, ricami, e così via. La fotografia, elemento inflazionato nella realizzazione delle cover, ormai sta scomparendo, il trattamento delle immagini è dedicato maggiormente all’interno del libro dove acquista grande importanza nel layout grafico.

Di quali strumenti e conoscenze ha bisogno in questo momento un grafico che lavora in ambito editoriale? E, inoltre, di quale background?

Federica: Dando per scontato l’utilizzo quanto mai approfondito dei software dedicati alla grafica, che permettono una maggiore elasticità nella realizzazione del prodotto finito, punterei l’attenzione su ciò che riguarda tutto il processo creativo.
Un grafico editoriale deve nutrirsi di spunti che possono arrivare da ogni ambito, non smettere mai di essere aggiornato, sperimentare sempre cose nuove sia da un punto di vista progettuale che stilistico, avere una grande conoscenza dei caratteri tipografici e considerarli non soltanto caratterizzazione del testo, ma anche elemento grafico da poter sfruttare all’interno dello stesso progetto.

Da cosa parti per realizzare una copertina?

Federica: La copertina è l’elemento più importante di tutto il progetto perché attira l’attenzione del pubblico, deve essere accattivante e soprattutto differenziarsi sullo scaffale delle librerie fisiche o online.
La copertina è un mix di elementi che vanno equilibrati e orchestrati. Io personalmente raccolgo tutto ciò che va in copertina e inizio a sviluppare delle ipotesi. La mia attenzione cade subito sulle font da utilizzare e su ciò che sarà il fondo. Mi interessa realizzare progetti in cui questi due elementi abbiamo una forte connotazione grafica. Assolutamente necessario però è dare il giusto peso a ciò che c’è in copertina. Quindi posso dire che non esiste un approccio unico a questo tipo di progetto, ma sicuramente avendo ben presente le regole principali e dall’argomento trattato, poi il resto vien da sé.

Che consigli grafici daresti a un editore che vuole ideare una nuova collana di ebook?

Federica: Sicuramente concentrerei la mia attenzione sulla possibilità di realizzare una collana non troppo classica, in cui la versatilità dell’ ebook permetta di avere dei contenuti illustrati e gestiti in modo innovativo, discostandosi dalla mera trascrizione online di ciò che è stato realizzato su carta.
Il formato ebook permette di realizzare progetti editoriali sofisticati a basso costo, e questo potrebbe essere un vantaggio importante per differenziarsi all’interno del mercato editoriale.

Pensi che la diffusione del self publishing per il tuo lavoro sia una minaccia o un’opportunità?

Federica: Io credo che sia un’ottima occasione per poter dar vita a progetti meno vincolati agli schemi delle case editrici affermate. Uscire fuori da questi contesti potrebbe dal mio punto di vista, portare una ventata d’aria fresca sia a chi approccia ora al mondo della grafica editoriale e sia a chi, avendo un’esperienza consolidata nel tempo, può dedicarsi a qualcosa di completamente differente da ciò a cui è abituato.

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