Torino 2013: la lettura da fenomeno sociale a fenomeno social

Il Salone del libro di Torino di quest’anno è stato più interessante del solito per gli addetti al settore. Il programma professionali, per la terza edizione era affiancato, e a nostro parere integrato, dalla sezione “Book to the future” che, posizionamento della sala a parte, è stata la rassegna di incontri con il maggior tasso di utilità. A dimostrazione dell’interesse in grande ascesa per l’editoria digitale è il gran numero di persone che affollavano la sala ad ogni incontro e il nostro suggerimento all’organizzazione del Salone per l’anno prossimo è di spostare la location di questi incontri in una delle sale più grandi e magari anche meglio isolate acusticamente. Tra gli incontri più interessanti di Book to the future spiccano due incontri consecutivi del18 maggio: il primo sul diritto d’autore in rete e nel self publishing e il secondo su unaricerca Aie sull’utilizzo dei social network da parte degli editori. Per quanto riguarda il primo incontro vi rimandiamo all’ottima presentazione di Marco Giacomello, tra i relatori dell’incontro.
Vorremmo invece raccontarvi più approfonditamente di cosa si è parlato nella conferenza a cura dell’Aie, “L’uso di Twitter e dei social media in editoria”, relatori Gianni Peresson(Ufficio Studi AIE), Elisa Molinari (AIE), Alessandro Grazioli e Valentina Aversano(Minimum Fax). La ricerca dell’Aie presentata a Torino sulla presenza degli editori sui social network, Twitter in particolare, evidenzia innanzitutto un dato molto interessante: sempre più le abitudini di lettura vengono influenzate dal web, che diventa il luogo di nascita del 19% degli acquisti librari. I dati mettono in rilevo anche una nuova e più massiccia attenzione degli editori nei confronti delle potenzialità di questi strumenti, Facebook in primis, utilizzato dalla metà degli editori italiani e preferito dall’84% di quelli presenti sui social. Eppure la strada appare ancora lunga visto che ben il 90% degli editori presenti su Twitter non va oltre i 5 tweet al giorno. In ogni caso è evidente come il dibattito culturale tradizionalmente inteso e il passaparola tra lettori transitino ormai attraverso internet. Per un editore non riuscire a prendere il proprio posto nella vetrina virtuale rischia sempre più di equivalere a scomparire. L’utilizzo di strumenti social per massimizzare la presenza dell’editore sul web è fondamentale per legare a sé e alla propria offerta editoriale quanti più lettori possibile: coinvolgendoli in un dialogo diretto e disintermediato su argomenti di loro interesse, siano essi strettamente letterari o meno, si riesce a creare una comunità di consenso intorno alla case editrice. In questo modo editore e lettore possono interagire con vantaggio reciproco. Cosa intendiamo quando parliamo di “presenza sui social”? Presenza sui social non significa aprire un account su Facebook e aspettare che i “Like” arrivino da soli. Le community vanno coltivate, ascoltate ed interpretate. Crescono grazie ad un aggiornamento costante, all’interazione e alla capacità di dare ai membri i contenuti che cercano. Per fare questo bisogna investire tempo. Un’efficace attività di engagement (contest, risposte veloci) avrà l’effetto di rendere il più umano possibile il brand, di stabilire una relazione con i potenziali clienti attraverso le conversazioni.

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