Se l’ereader è a rischio estinzione

Bambi incontra Godzilla, come nel titolo scelto dagli analisti di IHS iSuppli per una nefasta panoramica sul futuro del mercato degli ereader. La distribuzione globale dei vari dispositivi di lettura avrebbe già raggiunto il suo picco, con un totale di 23.2 milioni di unità vendute alla fine del 2011. Entro la fine di questo dicembre, la spedizione di ereader scenderà a 14.9 milioni di dispositivi, il 36 per cento in meno rispetto al dicembre 2011. Un calo drastico, inesorabile. Secondo le previsioni di IHS iSuppli – società specializzata nell’analisi dei settori legati all’elettronica di consumo – la distribuzione globale dei lettori digitali scenderà a 10.9 milioni di unità alla fine del 2013, per franare a poco più di 7 milioni nel 2016.

Quali sono i motivi del collasso? In primis, l’espansione inarrestabile registrata nel mercato dei tablet, considerati più efficienti e versatili dai consumatori avvezzi alle nuove tecnologie. Dal 2010, il modello iPad di Apple ha guidato il boom delle tavolette, le cui vendite globali dovrebbero assestarsi sui 120 milioni di unità entro la fine di quest’anno. Numeri destinati a crescere in maniera esponenziale, fino ai 340 milioni previsti di IHS iSuppli nel 2016. 340 milioni di (soli) iPad contro i 7 milioni di dispositivi per la lettura di libri in formato elettronico.
Per i principali osservatori del mercato, le previsioni apocalittiche non rappresentano una grossa sorpresa. Le diverse funzionalità dei tablet – dalla visualizzazione di video alla gestione delle applicazioni – attirerebbero la massa critica degli utenti, al contrario degli ereader che si limitano ad offrire funzionalità basilari per la lettura in mobilità. Lo stesso boss di Amazon Jeff Bezos ha già scelto di puntare sulle potenzialità delle tavolette, a partire dal modello di casa Kindle Fire. A fronte di un fatturato pari a 13.88 miliardi di dollari (oltre 10.5 miliardi di euro), le perdite registrate da Amazon alla fine dello scorso ottobre ammontavano a 28 milioni (22 milioni di euro) nei costi operativi.
Al di là delle ottimistiche previsioni di vendita del nuovo modello Paperwhite, il mercato degli ereader sembra destinato al collasso. Va sottolineata però una sostanziale differenza tra un lettore di libri digitali e un tablet, a prescindere dall’ovvia questione prezzo. La scelta di un tablet presuppone una serie di esigenze diversificate, dalla navigazione online alla visione di filmati in streaming, ma si tratta comunque di un dispositivo non consigliabile per la lettura prolungata, a causa dello schermo retroilluminato. Chi compra un ereader lo fa per leggere con lo stesso comfort di un libro di carta, ma con in più la possibilità di portare sempre con sé un’intera libreria. Gli utenti con una maggiore capacità d’acquisto quindi potrebbero vedere un ereader come aggiunta (e non alternativa) alle attraenti tavolette del mercato mobile.
E anche se le previsioni di IHS iSuppli si rivelassero esatte, gli utenti continuerebbero a visualizzare ebook sui tablet, con buona pace degli scettici e dei nostalgici della carta stampata.

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