Francia, la cultura sfida Amazon

Ministro della Cultura e delle Comunicazioni nel governo Ayrault, Aurélie Filippetti ha una missione ben precisa: salvare il futuro delle librerie francesi dalla concorrenza sleale di Internet. Per tutelare le politiche culturali ai tempi della crisi economica, il ministro transalpino vede nel gigante della distribuzione online Amazon una minaccia reale per editori e piccole e medie librerie. “Le librerie sono l’attività commerciale, nel centro delle nostre città, che soffre di più – si può apprendere in un recente dossier aperto dal ministro in vista dell’ultima edizione del Salon du Livre di Parigi – In termini di redditività hanno appena lo 0,3 per cento contro il 2 per cento dei fiorai e il triplo per gli ottici”.

A parte l’attuale livello di stagnazione nelle vendite dei libri – per non parlare degli affitti troppo alti dei locali e il peso salariale in un settore fortemente umanizzato – Filippetti individua nelle piattaforme della distribuzione web un nemico da affrontare per la tutela delle risorse culturali in Francia. A capo del Dipartimento per l’Economia del Libro, Rémi Gimanzane ha svelato alcune delle proposte contenute nel dossier del ministero francese. In primis, soppressione di quel 5 per cento di sconto che i librai possono praticare sul prezzo fissato dagli editori. A seguire, creazione di una figura di mediazione del mercato del libro che si occupi di far applicare la legge. Infine, aiuti alle librerie per creare siti internet e soppressione della consegna gratuita a casa da parte degli operatori online.

Innegabilmente, un attacco diretto al business di Amazon e soci, spesso basato sulla consegna gratuita a determinate condizioni di vendita. Lo stesso ministro francese ha subito sottolineato come nessuno voglia muovere guerra all’azienda di Seattle, che pure ha conquistato una fetta di mercato pericolosamente vicina al monopolio. Le offerte del web rappresenterebbero dunque una forma di concorrenza sleale, che metterebbe ulteriormente in crisi un settore cruciale per la crescita del patrimonio culturale di un paese come la Francia. Oltretutto, grandi società operative su Internet hanno scelto paesi europei – Irlanda per Google, Lussemburgo per Amazon – con regimi di tassazione più bassi. Ma cosa succede se ai consumatori viene tolta la possibilità di usufruire di sconti o bonus come quelli legati alla spedizione gratuita? Il ragionamento francese sembra cristallino: bisognatutelare le piccole e medie librerie per la promozione indiretta del patrimonio culturale. Per non farsi schiacciare dalle logiche aggressive di aziende con regimi di tassazione già ribassati.

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