Ebook: arriva un’imposta per tassarli tutti

Un mese di tempo per aumentare l’IVA sugli ebook, evitando l’intervento della Corte di Giustizia Europea dopo la lettera di messa in mora inviata da Bruxelles ai governi di Francia e Lussemburgo.

Un violento ultimatum lanciato dai vertici della Commissione Europea ai due stati membri, accusati di violazione delle regole comunitarie nell’attuale regime di tassazione sui beni e servizi digitali. Nella scorsa estate, Parigi e Lussemburgo avevano deciso di abbassare l’imposta sui libri in formato elettronico, rispettivamente al 7 e al 3 per cento. Una strategia pensata per alimentare la promozione della lettura e dunque la circolazione delle opere dell’ingegno, contraria alla regola europea che non permette ai vari stati membri «di applicare una tassazione ridotta ad un bene specifico rispetto alla categoria cui appartiene».

Le ragioni dell’ultimatum

Per i rappresentanti di Bruxelles, la diminuzione dell’IVA sugli ebook andrebbe a costituire una forma di aiuto statale improprio, dal momento che negli altri paesi l’imposta sui libri digitali resta più alta – in Italia è al 21 per cento – o comunque nella stessa Francia resta al 19,6 per cento per tutti gli altri beni e servizi digitali. La decisione dei due stati membri andrebbe poi a creare un ecosistema distorto per la competizione nel mercato unico europeo, dal momento che quei produttori con base in Lussemburgo – da Amazon a Barnes & Noble – andrebbero a godere di un regime di tassazione privilegiato. Il colosso fondato da Jeff Bezos era stato accusato di aver costretto i vari editori britannici a coprire l’intero costo del 20 per cento di IVA per poter utilizzare la piattaforma di distribuzione degli ebook.

Nell’ultimatum diramato dalla Commissione del Vecchio Continente, i vari rivenditori dovranno sottostare ad un IVA fissata al 15 per cento su tutti i servizi digitali. Ma un libro in formato elettronico deve davvero sottostare ad un’imposta valida per altri prodotti come ad esempio un software proprietario?

AIE: il Governo riveda le politiche sul mercato editoriale

Nel corso di Buchmesse, il più importante appuntamento per lo scambio dei diritti del settore editoriale e librario giunto alla 64esima edizione a Francoforte, il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo ha chiesto al governo Monti di rivedere le attuali politiche nel mercato editoriale, con particolare riferimento a quello legato ai nuovi ebook. «Datevi una politica coordinata per il libro – ha esordito Polillo – troppi e frammentati sono i rapporti e gli interlocutori del nostro mondo su sostegno all’editoria, promozione della lettura e diritto d’autore. Dateci sostegno per far abbassare l’IVA sugli ebook dal 21 al 4 per cento. E dateci un credito d’imposta sull’innovazione digitale. Ma soprattutto date più attenzione al nostro ruolo di operatori culturali. Sono richieste non troppo onerose per le casse dello Stato ma che stimolerebbero una ripartenza per le case editrici, rimettendo in moto il mondo della lettura».

La situazione del mercato librario in Italia

Per comprendere i timori di Polillo, un occhio alla situazione attuale nel mercato del libro in Italia. Secondo i dati diramati dalla società d’analisi Nielsen, il giro d’affari è calato del 3,7 per cento nello scorso anno – AIE parla di un meno 4,6 per cento se considerato l’intero mercato e non solo i canali trade – con oltre 700mila lettori in meno rispetto al 2010. Nonostante la sua natura embrionale, il mercato legalo agli ebook rappresenta oggi una grande speranza, con un fatturato di 12,6 milioni di euro (il 740 per cento in più rispetto al 2010).

«Non è più il tempo di parole per il mondo del libro. Ci servono fatti», ha ribadito Polillo al Sottosegretario del governo Paolo Peluffo. «Oggi, le imprese europee devono competere con nuovi attori provenienti da oltreoceano che sfruttano vantaggi fiscali sull’IVA. Per questo l’Europa deve rispondere in modo deciso e far cessare la discriminazione tra libri di carta e libri digitali che, oltre a essere incomprensibile, è sempre più dannosa». Come molti sanno, l’attuale livello d’imposta sui libri cartacei è fissata al 4 per cento, un punto in più rispetto a quello provato dal Lussemburgo prima dell’ultimatum europeo.

Per approfondire:
AIE: Dentro all’e-book Le cifre dell’Ufficio studi AIE a giugno 2012

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