Editoria: eventi letterari contro la crisi

Dal Salone dell’editoria Sociale a Mal di libri, passando per Flep! e Logos. Svoltesi tutte a Roma nell’arco temporale di appena un mese, queste manifestazioni editorial/letterarie hanno avuto un grande riscontro di pubblico. Un’affluenza che sposta i riflettori sulla domanda nel mercato editoriale, in particolare modo sugli ormai celebri lettori forti, ovvero quelli che leggono 12 o più libri all’anno secondo l’Istat.

Cala la vendita di libri

Nell’ultima sintesi AIE (Associazione Italiana Editori) – che mostra le cifre dell’editoria italiana per il 2011 – uno dei dati che risalta maggiormente è quello sulla quota di mercato rapportata al prezzo di copertina. Per il 2011, si evidenzia un calo del 3,4 per cento rispetto all’anno precedente, quasi certamente dovuto alla crisi economica. È raro che il consumo culturale veda un ribasso in periodi di crisi, mentre generalmente rimaneva una delle necessità al di là delle eventuali condizioni di ristrettezza economica.

Giovanni Peresson, responsabile dell’Ufficio Studi dell’AIE, sul Giornale della Libreria del gennaio scorso, analizzava così l’inatteso arretramento: «È la prima volta, negli ultimi quattro anni, che registriamo una flessione. Se il trend era positivo, con un picco nel 2010, in un anno abbiamo perso 723mila lettori».

In un contesto che vede una così ampia contrazione degli acquisti, è legittimo immaginare che i lettori forti attuino una selezione più accurata nella scelta dei titoli, per essere il più sicuri possibile che i 18 euro destinati all’acquisto di una nuova uscita non debbano poi essere rimpianti.

Eventi letterari: un’occasione d’oro per la piccola editoria

Se da un lato questa scarsa predisposizione al rischio porta il lettore più abitudinario a tornare su autori già conosciuti e, per così dire, sicuri, dall’altra spinge i più curiosi verso glieventi letterari, alla ricerca di qualcosa di nuovo e interessante. Questi momenti di incontro dedicati ai libri, con il loro abbinamento alla musica, alla degustazione o ad altre forme di intrattenimento, vengono sempre più percepite come il momento adatto per curiosare nel mondo delle lettere e portare a casa una nuova, preziosa scoperta.

È con occasioni di questa natura che una piccola casa editrice deve cercare di ridurre il gap rispetto ai grandi marchi editoriali. Mentre Mondadori cerca il nuovo bestseller, la casa editrice indipendente deve andare in cerca dei propri lettori, incontrarli di persona per proporre loro la qualità del proprio catalogo. Se non può tenere il passo della rete distributiva di Feltrinelli, una giovane casa editrice può trovare negli eventi il modo migliore per promuovere un titolo in cui crede fortemente.

È il momento di puntare su contenuti e originalità

Ciò che non va mai dimenticato però è l’attenzione ai contenuti. Mettere su una presentazione con il solito nome noto potrà sì attirare un po’ di gente ma, se non si riesce a creare una discussione appassionante sull’autore o sul libro in questione, difficilmente un buon numero di presenze si tradurrà in un reale interesse per il titolo che si sta promuovendo. I partecipanti andranno via pensando a quanto è simpatico l’oratore e dimenticando quasi immediatamente il motivo reale dell’incontro.
Ogni evento deve essere immaginato partendo dall’argomento che si vuole trattare e contestualizzando location e intrattenimenti annessi. È il momento di puntare su contenuti e originalità. Questo è il motivo per cui manifestazioni come quelle di cui abbiamo parlato in apertura hanno successo e possono diventare una valida fonte d’ispirazione per ideare gli eventi adatti a incontrare i propri lettori.

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