Biblioteche: digitalizzazione anche con il copyright. Lo stabilisce l’UE

Einführung in die neuere Geschichte di Winfried Schulze è un innocuo manuale di Introduzione alla Storia Contemporanea che a suo modo potrebbe entrare nella storia in materia di diritto d’autore al seguito del recente pronunciamento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea datato 11 settembre 2014. Ma andiamo con ordine.

L’editore tedesco Eugen Ulmer KG propone un accordo per l’acquisizione dei diritti del sopracitato manuale alla Technical University of Darmstadt che nel frattempo stava procedendo alla digitalizzazione del testo. La Biblioteca del Politecnico rifiuta l’accordo avvalendosi di una eccezione presente nella normativa che regola di diritti d’autore. La casa editrice adisce le vie legali e il caso approda infine alla più alta Corte la quale interviene a favore della Biblioteca stabilendo che uno Stato UE può autorizzare le biblioteche a digitalizzare i testi in loro possesso permettendone al pubblico la consultazione su terminali dedicati anche senza consenso del titolare del copyright.
Solo in caso di stoccaggio su chiavetta usb (o altro device), o di stampa sia integrale che parziale del testo, scatta la fair compensation ovvero il pagamento di un equo compenso da corrispondere agli aventi diritto.

Il punto interessante della sentenza resta comunque il riconoscimento del diritto alla digitalizzazione quale intervento essenziale affinché una Biblioteca possa adempiere pienamente al proprio scopo di promozione e divulgazione della cultura e dell’attività di studio o ricerca. Leggiamo infatti:

...the Court finds that the directive does not prevent Member States from granting libraries the right to digitise the books from their collections, if it becomes necessary, for the purpose of research or private study, to make those works available to individuals by dedicated terminals

...La Corte ritiene che la direttiva non impedisce agli Stati Membri di accordare alle biblioteche il diritto a digitalizzare le opere presenti nella loro collezione, qualora risulti necessario, a scopo di ricerca o di attività privata di studio, rendere tali opere disponibili a dei singoli individui su terminali dedicati

e ancora

The right of libraries to communicate, by dedicated terminals, the works they hold in their collections would risk being rendered largely meaningless, or indeed ineffective, if they did not have an ancillary right to digitize the works in question

Il diritto delle biblioteche di comunicare, tramite terminali dedicati, le opere presenti nelle loro collezioni rischierebbe di essere reso in larga parte privo di senso o del tutto inefficace se le biblioteche non godessero di un diritto accessorio per la digitalizzazione dei testi in questione

La Corte infine ritiene che la digitalizzazione dei testi non pregiudichi la titolarità del diritto di chi detiene il copyright in quanto viene specificato che il numero di copie digitali di ciascun testo messo a disposizione del pubblico non deve essere superiore al numero di copie in formato analogico presenti nella collezione.

La sentenza della Corte di Giustizia Europea arriva, in ordine cronologico, dopo un altro pronunciamento favorevole all’opera di digitalizzazione dei testi a fine divulgativo. Il 10 ottobre del 2012 Harold Baer il giudice distrettuale dello Stato di New York si è espresso in favore dello HathiTrust respingendo il reclamo della Authors Guild americana. L’HathiTrust è un’organizzazione no profit gestita dall’Università del Michigan che coinvolge nel progetto altri prestigiosi Atenei con il fine di creare la più ricca e completa biblioteca digitale consultabile dal pubblico. Si stima che al momento siano stati digitalizzati più di 10 milioni di libri (di cui il 73% protetti da copyright). Baer ha ritenuto che l’opera di digitalizzazione ricada nella dottrina del fair use (l’uso libero di contenuti protetti sotto alcune condizioni) dal momento che i contenuti sono messi a disposizione al solo scopo di ricerca o per essere trasformati in nuovi progetti. Scrive infatti il giudice:

I cannot imagine a definition of fair use that would not encompass the transformative uses made by Defendants’ MDP [Mass Digitization Project] and would require that I terminate this invaluable contribution to the progress of science and cultivation of the arts that at the same time effectuates the ideals espoused by the ADA

Non riesco a immaginare una definizione di fair use che non comprenda gli usi trasformativi […] e che richiederebbe che io ponga termine a questo inestimabile contributo al progresso della scienza e alla diffusione delle arti…

La questione tra il diritto dei titolari del copyright e il diritto all’accessibilità della cultura è ancora aperta e giuridicamente spinosa ma sia oltreoceano, in cui vige il fair use, che in UE la tutela della libera fruizione della cultura sembra prevalere ogni qualvolta ci si trovi di fronte ad assenza di scopi commerciali.

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